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Astrologia & Oroscopo
Già nel passato gli uomini hanno cercato in vari modi di interrogare le stelle; in India chi osservava il cielo si limitava a guardare con attenzione la volta celeste cercando di capire che relazioni esistessero tra gli astri e l'uomo, questo tipo di Astrologia venne chiamata "gochara" che in sanscrito significa "tutto ciò che cade sotto i sensi".

La prima Astrologia in India nacque relativamente tardi rispetto all'occidente, V sec. a.C., epoca in cui la matematica astronomica, nata in Babilonia molto tempo prima, giunge in India dopo le conquiste di Dario il Grande. Questa astrologia detta “dotta” è un sistema matematico-astronomico che permette la previsione del futuro.
L’ astrologia “dotta” nasce in Babilonia tra il VII e il VI sec. a.C. e poi lentamente si diffonde fino a raggiungere l’India passando per l'Egitto, la Grecia, l'Asia Minore e anche l'Iran.
L’osservazione celeste è una filosofia che si fonda sul concetto di rapporto tra macrocosmo e microcosmo.
I Babilonesi non conoscevano l'astrologia sotto l'aspetto divinatorio o come oroscopo, ma credevano che gli astri fossero delle divinità e vedevano in questi l'armonia esistente tra il cielo e la terra, avevano quindi una visione impersonale dell'Astrologia ma globale verso l’universo intero.
Dopo la fine della Civiltà Babilonese le conoscenze Cosmologiche vennero raccolte in eredità sia in Oriente che in Occidente dando una nuova fioritura e rinascita all’astrologia, in un periodo che va dal VII al IV sec. a.C., epoca tra le più decisive e importanti della storia spirituale umana.
In India s'imponeva la dottrina del figlio reale Gautama detto Buddha e minacciava di sostituirsi al brahamanismo, in Cina Konfutse insegna regole semplici di vita, e in Israele Geremia, Isaia e Ezechiele profetizzavano l'avvento del Figlio dell'Uomo creando un profondo mutamento nel modo di pensare dell'Occidente. Tutte queste dottrine e scuole di pensiero prendevano sempre più forza e vigore creando sconcerto e nuove idee nelle persone più semplici.
L'importazione in Grecia delle concezioni Cosmologiche che durante quasi tre millenni s'erano sviluppate nel mondo assiro-banilonese, segnò il passaggio definitivo dall'Astrologia impersonale a quella individuale, cambiamento questo che portò ben presto ad una visione di rapporto intimo tra uomo e astri.
Successivamente si susseguirono matematici e Filosofi come Eraclite, Pitagora e Platone, che portarono ulteriori contributi alla conoscenza astronomica-matematica e al rapporto esistente tra il Cosmico e l'Uomo. Dopo essersi evoluta e perfezionata grazie al pensiero di questi filosofi. Nel II sec. a.C., l'Astrologia così trasformata trovò in uomo di nome Ipparco, colui che contribuì alla nascita della Trigonometria e che constatò il fenomeno della precessione degli equinozi e l'oblicità dell'eclittica etc..
Ampliata di nuove cognizioni e rinvigorita nelle sue premesse teoriche e perfezionata nei suoi metodi, l’astrologia venne nel medesimo tempo spogliata quasi interamente del misticismo e allontanata dalla sfera dei riti religiosi, diventando una scienza uguale a tutte le altre, ne approfittarono quindi gli Ebrei che introdussero concetti astrologici nella Cabala, mentre gli Arabi pochi secoli più tardi divennero il popolo degli astrologi per eccellenza.
Così trasformata in disciplina scientifica permise però anche il diffondersi dei ciarlatani. Ed infatti nella Roma decadente degli ultimi imperatori pagani l'abuso dell'astrologia a scopo di lucro raggiunse grandi proporzioni, semplicemente perché le persone credevano di rivolgersi a persone di scienza. Ad certo punto sul cammino dell'Astrologia attraverso i secoli apparve un uomo: Claudio Tolomeo che scrisse un'opera importantissima per il futuro dell'Astrologia il Tetrabiblos con il quale mise insieme nell'epoca in cui visse tutto quanto era noto in Babilonia, in Egitto e in Grecia. Tolomeo dava molta importanza alle stelle fisse nei destini umani.
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