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Le rune come oramai sappiamo tutti hanno una origine lontana che risale agli antichi popoli nordici e sono state tramandate a noi attraverso documenti scritti analizzati attentamente da studiosi del settore che ne hanno riconosciuto la veridicità e la notevole capacità profetica.
La parola Runa significa mistero e i simboli runici infatti sono estremamente difficili da interpretare se non se ne ha conoscenza alcuna.
Questi simboli erano scolpiti originariamente su pietre dai druidi ma in seguito vennero anche incise sulle navi dei guerrieri dal momento che si riteneva avessero potere soprannaturale e potessero quindi proteggere l’equipaggio da malefici, disgrazie e malattie.
Gli unici conoscitori e custodi del segreto racchiuso nelle rune sono stati per lungo tempo i druidi, sacerdoti del popolo celtico; costoro detenevano il potere sia politico che religioso e le persone, nobili, soldati e semplici popolani si rivolgevano a loro per conoscere le sorti del proprio futuro.
Dobbiamo infatti ai druidi la conservazione e la trasmissione di generazione in generazione del segreto contenuto nelle rune che possiamo utilizzare ancora oggi.
La mitologia narra che l’alfabeto runico fosse stato creato addirittura dal dio della guerra Odino.
Sembra che Odino abbia donato ad alcune persone prescelte, le rune e la conoscenza della loro interpretazione, per poter predire l’esito delle battaglie a cui dovevano andare incontro.
In breve tempo la divinazione attraverso la lettura delle rune si estese in tutti i Paesi del Nord dove l’influenza celtica ebbe maggior diffusione.
Dopo un periodo storico in cui le rune vennero accantonate, conobbero il loro maggior utilizzo durante il Medioevo; l’avvento del Cristianesimo cercò in ogni modo di cancellare le pratiche divinatorie attraverso le rune considerate ovviamente pagane.
Come è prevedibile però alcuni focolai rimasero, in particolare nei paesi del Nord come per esempio l’Islanda e a tempo debito si diffusero nuovamente.
Circa il numero dei simboli runici esistono diverse opinioni, infatti è quasi certo che in origine i simboli fossero ventiquattro e il venticinquesimo, ovvero la runa bianca (associata al karma), venne aggiunta solo durante il Medioevo, sempre dai popoli del Nord Europa.
Quest’ultima runa serve per chiarire la vita attuale in rapporto alle azioni compiute in una vita precedente. L’interpretazione delle rune come avrete intuito non è certamente facile né comprensibile ai profani, perché a differenza della cartomanzia dove i simboli sono “comprensibili” le rune sono linee orizzontali e verticali intersecate tra loro, per cui è indispensabile conoscere ogni simbolo per poter fare una corretta divinazione.




